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La tecnologia per l’industria del fashion ha a cuore la Terra… e la protegge “un taglio alla volta”!

La tecnologia per l’industria del fashion ha a cuore la Terra… e la protegge “un taglio alla volta”!

Se è risaputo che il “nero sta bene con tutto” e se è vero – come vuole farci credere Hollywood con un celebre telefilm – che “orange is the new black”, sembra proprio che nel terzo millennio il colore passe-partout sia il verde, che non è solo, come vuole un vecchio detto, il colore della speranza, ma anche quello che meglio si associa alle tematiche ambientali.

Il movimento ambientalista, infatti, ha un’enorme influenza su questo settore e non sorprende quindi che siano sempre più numerosi i designer pronti a cavalcare questa “onda verde” presentando sul mercato prodotti pensati proprio per soddisfare i desideri di chi considera l’ambiente una priorità assoluta. Giacche di tweed, tessuti ottenuti da bottiglie di plastica riciclate, abbigliamento in cotone realizzato dal riciclo di materiali tessili senza componenti chimici, persino tessuti prodotti da nastri audio riciclati… tutti questi sono ottimi esempi di cosa non si fa per ottenere l’agognato riconoscimento di marchio ‘green’ e quindi amico dell’ambiente. Già una decina di anni fa, l’idea che i prodotti ‘environmentally friendly’ fossero solo tessuti riciclati oppure organici faceva quasi sorridere nella sua ingenuità.

Sarebbe infatti estremamente riduttivo credere che l’impegno ecologista di chi lavora nell’industria del fashion e dei materiali tessili si riduca all’utilizzo di prodotti e materiali riciclati! Chi vuol fare davvero la differenza sa che ciò che serve davvero è una tecnologia software in grado di limitare, se non addirittura azzerare, i danni provocati dalle abitudini di questo settore, sempre piuttosto incline agli sprechi. Le case di moda stanno già iniziando ad assumere un approccio più consapevole che trova la sua realizzazione nell’utilizzo di applicazioni specializzate per la gestione automatizzata del consumo energetico dei computer, il consolidamento dei loro server e l’utilizzo di sistemi di storage efficienti dal punto di vista energetico, oltre naturalmente ad altre iniziative legate ai componenti hardware. È successo spesso però che queste aziende sottovalutassero i vantaggi che programmi software specializzati per il loro settore di attività potevano offrire loro nell’ottica dell’attenzione all’ambiente.

Ma le cose stanno cambiando velocemente e molte aziende hanno capito che il loro impegno ambientalista deve andare oltre il semplice utilizzo di materiali riciclati.

Ed è qui che entrano in gioco i pacchetti software CAD per materiali tessili, come ad esempio Optitex, che rappresentano la chiave di volta per le aziende del settore del fashion che scelgono l’ecosostenibilità. Programmi software come il loro sono stati specificamente progetti per consentire ai designer e ai produttori di realizzare intere collezioni senza tagliare nemmeno un centimetro di tessuto. Sono sempre più numerose le aziende che ritengono che la responsabilità aziendale e un atteggiamento attento all’ambiente non si escludano vicendevolmente, ma piuttosto siano strettamente correlati come due facce di una stessa medaglia. Grazie agli strumenti CAD 2D e 3D, i designer sono ora in grado di eliminare virtualmente l’utilizzo, e con esso lo spreco, di tessuto, carta, energia elettrica e, aspetto ancora più importante, energia necessaria per trasportare i campioni fisici in luoghi estremamente lontani tra loro.

E come se questi risultati non fossero già di per sé sbalorditivi, questi programmi software riescono a fare ancora meglio con l’introduzione della messaggistica elettronica 3D. Ora i designer possono ridurre ai minimi termini l’utilizzo dei servizi e dei mezzi di trasporto per le consegne, eliminando così un importante fattore di inquinamento dell’aria. Implementare questo software ‘green’ significa anche poter limitare l’utilizzo della carta e tagliare drasticamente le spese legate allo spreco di tessuti dovuto all’esigenza di modificare e ridisegnare le collezioni. Di recente, questi software hanno dato un’ottima prova della loro versatilità e potenza anche in televisione: in un programma incentrato sulla moda, infatti, hanno dimostrato di poter ridurre al minimo l’utilizzo dei tessuti e rendere superfluo quello della carta. Oggi i modelli vengono stampanti su carta solo quando il look & feel del capo è stato considerato accettabile da tutte le parti coinvolte, praticamente solo quando il modello è nella sua versione finale. Questo nuovo approccio consente a brand e produttori di ottimizzare la pianificazione dell’intero processo produttivo, riducendo fino al 70% i costi legati all’utilizzo di campioni e garantendo tempi di commercializzazione più veloci.

“Nessuno può permettersi di sottovalutare o ignorare tout-court i temi ambientali e i costi ecologici, umani e finanziari ad essi correlati” afferma la famosa stilista Zorana Kozomara. “La mia filosofia personale si basa su un concetto molto semplice: non possiamo essere ipocriti e utilizzare tessuti ecosostenibili, ma allo stesso tempo restare assolutamente indifferenti davanti all’enorme spreco di carta, tessuto e mussola. Dobbiamo essere coerenti nel nostro utilizzo delle risorse e scegliere sempre e solo quei programmi software che possono aiutarci a raggiungere questo risultato.”

Un altro obiettivo ‘green’ è stato raggiunto nel momento in cui i designer e i produttori hanno incorporato un software CAD che, unico nel suo genere, offre all’utente una suite completa di strumenti che simulano tutte le attività di pre-produzione che riguardano le prove di vestibilità e la possibilità di variare stile, colore e taglia. Inoltre, questo software “amico dell’ambiente” è stato specificamente progettato per fungere da strumento di comunicazione e facilitare gli scambi di informazioni tra retailer, appaltatori, designer, modellisti e produttori e tra i reparti di progettazione, merchandising e gestione. Da questo punto di vista, i costi per le comunicazioni risultano drasticamente ridotti perché non è più necessario spedire un singolo capo o articolo avanti e indietro in giro per il mondo…

Il software specifico per questo mercato crea un mondo virtuale in cui i designer possono testare e valutare i capi e i materiali tessili da loro creati. I manichini sullo schermo non sono bambolotti rigidi e in grado di rappresentare un’unica taglia. Questi avatar 3D hanno misure e taglie diverse e possono assumere una grande varietà di posizioni. Gli utenti di un software così specializzato per il settore della moda e dei materiali tessili possono inoltre creare dei manichini personalizzati, con taglie adatte alle loro esigenze di produzione, risparmiando così sui tempi precedentemente dedicati alle prove di vestibilità. Poter contare su un alleato come questo software significa poter ridurre il time-to-market. Infatti, una soluzione così flessibile permette di ottimizzare lo sviluppo del prodotto, abbassare i costi e gli scarti legati alla produzione di numerose copie di un campione e, in ultima analisi, ottenere un prodotto finale qualitativamente migliore grazie a una modellazione più accurata e precisa. La crescita della tecnologia 3D ha permesso di mettere a punto soluzioni che vanno ben oltre la semplice supply-chain di questo mercato e che hanno recentemente fatto il loro debutto anche su Internet, con un numero sempre maggiore di brand che, attraverso un’animazione statica e dinamica, offrono viste complete 3D del capo sotto diverse angolature. Questo va a tutto vantaggio dei clienti, ai quali i brand nel settore della moda possono ora fornire dei modelli 3D online in grado di simulare in modo estremamente realistico il look & feel delle loro collezioni. La possibilità di creare una piattaforma per la vendita online di ottimo livello e di garantire ai clienti un’esperienza di shopping sempre più personalizzata fa sì che le aziende riescano a massimizzare i loro risultati di marketing, fidelizzando i clienti e acquisendone di nuovi.

Il successo della tecnologia che è alla base del software cosiddetto ‘green’ dipende interamente da queste società di software specializzate nel settore che, collaborando a stretto contatto con le principali università e i più famosi istituti professionali, devono impegnarsi nel promuovere l’introduzione e la diffusione di questi applicativi nel loro percorso didattico così che possano diventare degli standard universalmente riconosciuti e applicati. In passato, l’industria dei materiali tessili era rimasta indietro e, affidandosi a metodi tradizionali ed estremamente lenti per la sua produzione, aveva dimostrato di non riuscire a tenere il passo con un mondo sempre più orientato verso la tecnologia. Ultimamente, però, la tecnologia per il settore della moda si è sviluppata raggiungendo risultati davvero ragguardevoli ed entrando a pieno titolo nel mondo del futuro. A riprova di ciò, basti dire che aziende come NVIDIA, che con l’invenzione delle GPU si è confermata leader mondiale nel Visual Computing, hanno scelto di collaborare con le aziende informatiche che si occupando di software per l’industria del fashion come Optitex. Un’alleanza che ha reso questa tecnologia davvero eccezionale, facendole guadagnare un posto d’onore tra le soluzioni che stanno caratterizzando il 21° secolo. Il successo di questo software potrà dirsi completamente raggiunto quando la nuova generazione di stilisti darà per scontato il suo utilizzo. La tecnologia per l’industria del fashion si avvia a diventare un vero e proprio punto fermo, imprescindibile per chiunque voglia avere successo nel mondo della moda e dei materiali tessili. Un vero e proprio standard, così come ce ne sono in tanti altri settori produttivi e creativi, con cui tutti dovranno fare i conti.