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Optitex: Immagini virtuali, risparmi reali

Optitex: Immagini virtuali, risparmi reali

In una sfilata di moda, una modella con indosso un’elegante giacca di tweed sfila sinuosa sulla passerella, si ferma e fa una giravolta. La giacca che indossa si muove con lei, puoi vederne i dettagli e le pieghe.

A questo punto si sbottona la giacca, rivelando una fodera di seta, con un colore che fa pendant con quello del tessuto esterno. Quando si gira un’altra volta, puoi apprezzare il drappeggio del capo sul suo corpo e – ma cosa sono quelle?… possibile? – anche una o due grinze. Una presentazione eccezionale! Ti sembra quasi di vedere il pubblico pronto a scattare in piedi per applaudire….

ma niente di ciò che hai appena visto è reale. Si tratta infatti di un’animazione 3D ottenuta con il nuovo software CAD/CAM che sta rivoluzionando il settore della moda, partendo dalla fase di design fino a quella della produzione di abbigliamento e altri prodotti cuciti. Questo è solo uno dei moduli di una suite di applicazioni create da Optitex, un’azienda i cui prodotti stanno spopolando sul mercato americano perché garantiscono agli utenti, tra le altre cose, un eccezionale risparmio di tempo e di denaro.

Prendiamo, ad esempio, il pacchetto Optitex 3D Runway Designer, un sistema per la simulazione dei tessuti estremamente realistico. L’idea è quella di offrire all’utente una suite completa di strumenti che simulano tutte quelle attività di pre-produzione che hanno per oggetto le prove di vestibilità, la visualizzazione e la possibilità di variare il colore del prodotto. Progettato specificatamente per fungere da strumento di comunicazione, questo pacchetto consente di facilitare gli scambi di informazioni tra retailer, appaltatori, designer, modellisti e produttori e tra i reparti di progettazione, merchandising e gestione. Con l’applicazione della visualizzazione 3D Runway, tutti i reparti e tutte le persone interessate possono visualizzare contemporaneamente e immediatamente qualsiasi modifica apportata al modello in un formato 3D completo. Dal momento che si lavora su modelli CAD estremamente accurati e realistici e partendo dalle caratteristiche reali del tessuto visualizzato, è evidente che il risultato non può che essere sbalorditivo.

In più, i manichini Optitex visualizzati sullo schermo non sono bambolotti rigidi in grado di rappresentare un’unica taglia. Questi avatar 3D sono estremamente flessibili per quanto riguarda le taglie (con ben 65 misure modificabili e regolabili senza bisogno di alcuna dieta!) e possono assumere una grande varietà di posizioni. Inoltre, gli utenti del sistema possono creare del manichini personalizzati, con taglie adatte alle loro esigenze di produzione, risparmiando così sui tempi precedentemente dedicati alle prove di vestibilità. Poter contare su un alleato come il sistema Optitex significa poter ridurre il time-to-market. Infatti, una soluzione così flessibile permette di ottimizzare lo sviluppo del prodotto, abbassare i costi legati alla produzione di numerose copie di un campione e, in ultima analisi, ottenere un prodotto finale qualitativamente migliore grazie a una modellazione più accurata e precisa. Inoltre, grazie all’estrema precisione nell’analisi del comportamento dei tessuti, con Optitex il fitting passa senza problemi dall’immaginario alla realtà, dal regno del “Posso immaginarlo” a quello del “Posso vederlo”. Una vera e propria rivoluzione.

Optitex è l’unica azienda nel mercato degli applicativi CAD per il settore della moda e dell’abbigliamento a potersi fregiare del titolo di Microsoft Certified Partner. Ciò significa che gli utenti possono incollare le immagini Optitex in altre applicazioni Microsoft, incorporarle in presentazioni PowerPoint e persino creare dei collegamenti a Optitex nei sistemi PLM per la gestione del ciclo di vita del prodotto.

“Optitex offre un livello di connettività veramente unico ed ineguagliabile” spiega con orgoglio Yoram Burg, presidente del reparto Operations per gli Stati Uniti. “Prendiamo il caso di un appaltatore che si trova in qualche sperduto villaggio della Cina rurale e che deve collaborare con un designer a New York. Grazie a Optitex, l’appaltatore può scaricare il prototipo 3D di un modello realizzato dal designer e visualizzare una copia assolutamente realistica di quello che dovrà essere il capo di abbigliamento finale. Ha a disposizione tutte le informazioni necessarie per realizzarlo, incluse le misure del giropetto, della vita, dei fianchi e l’altezza… Praticamente sarà in grado di soddisfare qualsiasi richiesta del designer. L’appaltatore può poi creare un suo modello tridimensionale da inviare al designer negli Stati Uniti, completo della struttura interna del capo, delle tasche, impreziosito da ricami e pieghe, calcolando anche le masse d’aria circostanti che interagiscono con il capo.

“Ora immaginiamo” continua Yoram “che il designer riceva il modello nel suo studio di New York e lo provi su una modella. Decide che vuole accorciare le maniche di un paio di centimetri o magari rendere lo scollo più profondo o ancora spostare un bottone. Grazie a Optitex, il designer può inviare elettronicamente al modellista le nuove misure. Quest’ultimo può, a sua volta, modificare il tutto e creare un nuovo modello da spedire al designer nel giro di uno o due giorni.

“Magari, a questo punto, il designer dice, ‘No, non è questo che avevo in mente’” continua Yoram. “Dobbiamo continuare a spedire modelli avanti e indietro, da un capo all’altro del pianeta? Non necessariamente. Utilizzando Optitex, il designer può specificare i nuovi dettagli e spedire al modellista l’immagine modificata, tutto elettronicamente, tutto in 3D. Il modellista può inviare il nuovo modello. Questo significa forse che possiamo eliminare del tutto la spedizione di modelli avanti e indietro? Probabilmente no, ma possiamo sicuramente limitarla: invece di una mezza dozzina di spedizioni, con ritardi che possono raggiungere un numero considerevole di settimane, il processo può essere portato a termine con due sole spedizioni.

“E pensate anche all’impatto positivo che tutto ciò può avere sull’ambiente” aggiunge Burg. “A New York, ad esempio, se andate a farvi un giro in quello che a me piace definire il ‘quartiere della moda’, un’area di un paio di isolati in cui sono concentrate le principali aziende che operano nel settore dell’abbigliamento, noterete sicuramente il numero esorbitante di furgoni parcheggiati, alcuni di proprietà delle aziende e altri dei più importanti servizi di trasporto e consegne. La maggior parte di questi aspetta semplicemente di raccogliere la merce e i modelli per portarli all’aeroporto da dove verranno poi spediti in giro per il mondo. Se con la messaggistica elettronica 3D riusciamo ad eliminare anche uno solo di quei furgoni, possiamo dire di aver dato il nostro contributo alla causa ambientalista. Non ci avevate pensato? Be’, ricordatevi che, come ha già detto qualcuno molti anni fa, quello che può sembrare un piccolo passo per un uomo può essere al contempo un grande passo per l’umanità.

Dal mondo fisico a quello virtuale
La tecnologia Optitex nasce da anni di studi portati avanti dall’azienda in stretta collaborazione con alcune tra le più prestigiose università, tra cui spiccano i nomi della North Carolina State University e della Cornell. Circa sei anni fa, gli scienziati hanno capito che i tessuti, una volta trasformati in algoritmi, potevano essere inseriti nei sistemi per dare vita a impulsi elettronici e che questi impulsi potevano poi essere convertiti in immagini bidimensionali e tridimensionali. E, aspetto altrettanto interessante, quelle stesse immagini potevano essere manipolate con un computer. Optitex ha adattato quella tecnologia al design e alla produzione di tessuti industriali, abbigliamento, tappezzeria, materiali legati al settore dell’automotive e dei trasporti, materiali compositi, arredamento per interni e altri prodotti cuciti.

La tecnologia Optitex è poi stata ulteriormente sviluppata così da poter essere adottata in numerose altre attività come la progettazione dei modelli, lo sviluppo delle taglie, la digitalizzazione dei modelli, il piazzamento e l’abbinamento dei tessuti. Oltre a ciò, gli utenti possono ora creare modelli personalizzati e ciò si riflette in un notevole risparmio di tempo in fase di verifica della vestibilità.
Sono sempre più numerose le aziende che in diversi settori hanno scelto di avvalersi della tecnologia Optitex. Tra questi ricordiamo, solo per citarne alcuni, marchi noti come Land’s End, Kohl’s, COACH Leather, ABS by Allen Schwartz, Cherokee, Teamwork, Parachute De France e Tyco Toys; società che operano nel settore dell’aeronautica come Birdair, Boeing, Eurocopter, Irvine Aerospace; marchi prestigiosi dell’industria dell’automotive del calibro di BMW, Porsche e Toyota, Audi, Johnson Controls, Prevent e così via.

La tecnologia Optitex sta crescendo a vista d’occhio e non stupisce quindi che aumentino i clienti che la scelgono così come gli ambiti in cui è possibile applicarla. Bernina, azienda leader nel settore delle macchine per cucire, offre MyLabel Pattern, un sistema basato sulla tecnologia Optitex, che consente all’utente di selezionare il tessuto, i colori, i bottoni e altre caratteristiche così da realizzare un prodotto che risponda perfettamente ai suoi gusti personali. Una cliente ha commentato con entusiasmo: “È la prima volta in assoluto che sono riuscita a fare un paio di pantaloni che mi stanno davvero bene!” Per i retailer è disponibile la funzione Optitex Made-to-Measure che definisce le misure di un individuo (spalle, torace, vita, fianchi) per garantire la perfetta vestibilità di un nuovo capo. Un importante produttore di divise per squadre sportive ha scelto Optitex per il suo sito Web che funge anche da brochure di vendita, in cui mostra, ad esempio, delle tute indossate da modelli con tipologie fisiche diverse. Un aspetto interessante di questo sito è la possibilità di visualizzare le tute in varie misure e lunghezze, con caratteristiche diverse per quanto riguarda i cappucci, le tasche e la lunghezza delle maniche, così come i monogrammi o le lettere utilizzate per riportare il nome della squadra. Chi si occupa degli acquisti per la squadra può visitare il sito Web dell’azienda, visualizzare le immagini, ruotarle e… ordinare. Più semplice e veloce di così…

“Negli Stati Uniti questa è l’era della tecnologia” spiega Yoram Burg. “Negli anni recenti, una notevole parte della produzione di abbigliamento era stata gestita in Cina, ma ora si osserva un evidente cambio di tendenza. Infatti, anche l’economia cinese non è rimasta indenne agli sconvolgimenti che hanno coinvolto i mercati e nel paese asiatico sono sempre più numerosi coloro che decidono di abbandonare questo settore per migliorare la loro condizione economica e personale. Se a questo aggiungiamo il fatto che i capi là prodotti non riuscivano sempre a rispettare il nostro desiderio di uniformità, è evidente l’esigenza di una riorganizzazione. Sono quindi pronto a scommettere che qui negli Stati Uniti verremo sempre più spesso a contatto con soluzioni tecnologiche che si dimostreranno perfette per garantire il ritorno sull’investimento. In America, a fronte di un ridimensionamento del settore che, per forza di cose, porta con sé l’esigenza di ridurre il personale, sono sempre più numerose le aziende che con un atteggiamento estremamente pragmatico stanno sostituendo, ove possibile, lo staff con le capacità di prototipi virtuali, cataloghi virtuali, storyboard virtuali. Le immagini potrebbero essere virtuali, ma i risparmi saranno certamente reali.”